In breve tempo Stefano si trova spiazzato e fuori dai giochi, timido, introverso, incapace di comprendere quel che vive, incapace di comunicare attraverso i codici più diffusi tra i suoi giovanissimi simili. Dopo la breve parentesi casinara e un po’ tamarra delle scuole medie, con le sue tempeste emozionali e piccolo delinquenziali, Stefano viene spedito da un’oscura pedata nel ginnasio più titolato della città. Proiettato da una scena periferica e ancora familiare al palco rigido dei grandi nomi e delle buone famiglie alto borghesi (quelle non decadute), si fa piccolo piccolo come una stella che si spegne.

Quest’anno ha deciso di portare di nuovo un gruppo di motociclisti in Turchia: 16 giorni di viaggio, gran parte sull’altopiano anatolico a oltre mille metri di quota. Non sarà fresco come a Capo Nord, ma il compromesso fra temperatura e spettacolo naturale lungo la strada vale sicuramente un viaggio che attraversa tutta la Turchia dallo stretto dei Dardanelli a Pamukkale fino agli oltre duemila metri del Monte Nemrut. Dall’Italia si percorrono in tutto quasi cinquemila chilometri, non uno scherzo, per un viaggio che prevede tre giorni di sosta in Cappadocia e due a Istanbul e che ha ancora il sapore dell’avventura.

In rewriting La Chasse au météore, Michel expanded his father’s novel from 17 chapters to 21 chapters, and made it more complex from a literary standpoint as well as enhancing the science fiction aspect. Michel adds a technological element to the novel, inserting a major new character, Zéphyrin Xirdal, an erratic scientist who has invented a device that attracts the comet to Earth, and brings it down from its orbit under his direction. Xirdal has selected Greenland for the landing, but becomes so disgusted by the global hysteria and his avaricious uncle’s attempt to manipulate the event for profit that he finally causes the meteor to fall into the sea.

Stronger non ha niente della grande opera ma si iscrive onorabilmente tra i film che raggiungono il loro obiettivo, suscitare l’emozione, senza ricorrere all’enfasi. Alla riuscita di Stronger contribuisce non poco la performance di Jake Gyllenhaal, che si mantiene sempre al di qua del sentimentalismo. Il punto più alto di immaginazione cinematografica è il cambio di bendaggio, un singolo take che mette a fuoco il volto dell’attore e lascia fuori fuoco la fasciatura, che protegge e nasconde lasciando spazio all’illusione, e il personale sanitario incaricato di ‘riparare’ il danno.